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lunedì 15 febbraio 2016

Sunto dei risultati cui è pervenuto il Gruppo di Studio italiano "Medjugorje 3" del 1998

Gruppo di Studio italiano "Medjugorje 3" del 1998

RISULTATI *

Su richiesta della parrocchia San Giacomo di Medjugorje, nella persona di P. Slavko Barbaric, un gruppo di ricercatori Italiani coordinati da P. Andreas Resch di Innsbruck (Austria), Coordinatore Generale, e dal sottoscritto Dottor Giorgio Gagliardi, Coordinatore Scientifico, ha incontrato, per una serie di accertamenti, parte del gruppo dei veggenti di Medjugorje che dal 1981 ha la visione della Madonna.

Questa fenomenologia, denominata "visione/apparizione/stato estatico", è presente tutt'ora sebbene con caratteristiche differenti: il gruppo dei veggenti sperimenta questi fenomeni comunitariamente solo di rado, più spesso individualmente, e le visioni non sono più quotidiane per tutti.

Le precedenti commissioni (francese nel 1984, italiana nel 1985) avevano escluso che si trattasse:

a)    di patologia fisica o neurologica (epilessia o altro);
b)    di disturbi mentali e neurofunzionali in grado di indurre illusioni (falsa interpretazione di dati sensoriali) o di allucinazioni patologiche (immagini mentali vivide senza dati sensoriali che le producono e che sono sintomo di disturbo mentale);
c)    inganno cosciente e frode.

Esse avevano contestualmente accertato che era presente:

a)  la neuro- e psicofisiologia di uno stato modificato di coscienza di tipo estatico/apparizionale, in accordo con i dati presenti nella letteratura specifica.

Le due commissioni avevano considerato anche la possibilità che si potesse trattare di fenomeni fisiologici o paranormali non ancora conosciuti, quali le allucinazioni fisiologiche o immagini mentali spontanee, poiché le esperienze transitorie e/o allucinazioni o immagini mentali vivide sono ormai da tempo considerate frequenti (vedi presonno) anche in soggetti che godono di ottima salute psichica e neurologica.

Secondo il più autorevole testo psichiatrico, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM IV,1996), è ormai stabilito che tali fenomeni non sono da considerarsi patologici: come le esperienze spontanee di immagini mentali vivide e tridimensionali (vedi anche Jaspers), le allucinazioni (non patologiche) o gli stati di trance in ambiente religioso che non provocano disagio individuale, agiscono nel contesto di pratiche culturali o religiose e sono ampiamente accettate dal gruppo culturale o religioso della persona. Tutte queste sono esperienze umane, nella mistica Cattolica, sono classificate come visioni immaginative, apparizioni o visioni intellettive, a seconda delle loro caratteristiche, anche se psico- e neurofisiologicamente hanno meccanismi di produzione e di mantenimento dello stato medesimo attivato e sono provocate dall’attivazione dei medesimi sistemi neuroendocrini cerebrali ed interconnessioni neuronali e dalla medesima disattivazione di altri sistemi coinvolti nello stato di veglia.

Le visioni/apparizioni religiose che si definiscono solitamente "vere", o meglio "degne di fede umana", hanno una causa presumibilmente non fisica, chiamata parapsicologica e/o Soprannaturale  o Divina, a seconda della religione o corrente metafisica in cui si manifestano.

Questa realtà straordinaria è presente nella storia della Chiesa Cattolica ed è verificabile sia clinicamente, come nel passato, sia strumentalmente. Non è stato compito del Gruppo di Studio 1998 stabilirne le eventuali cause ed escluderne altre, poiché la competenza dello stesso riguardava solo l'ambito scientifico determinabile nella persona e, più precisamente:

a)    l'accertamento dello stato di salute fisica e mentale dei soggetti e quindi l'esclusione di stimoli fisici, psicopatologici, alterazioni funzionali psichicomentali, fenomenologie parafisiologiche non ancora ben conosciute;
b)    la verifica delle condizioni psiconeurofisiologiche dei veggenti (prima), durante, (dopo), la visione o apparizione che di solito si accompagna a (vedi Mappa degli Stati di Coscienza di R. Fischer come riferimento) uno stato modificato di coscienza che differisce dallo stato di veglia ordinaria e dal sogno, ed è chiamato stato di coscienza modificato, trance estatica, estasi.

Nel 1985, nei veggenti di Medjugorje che si erano sottoposti a registrazioni, queste determinavano appunto le  modificazioni delle principali funzioni biologiche che corrispondevano a quanto ci si aspettava in uno stato estatico con attivazione di centri oculari, come visione o apparizione.

Si erano escluse fenomenologie riconducibili a stimoli fisici, psicopatologici, e a fenomenologie paranormali non determinate, anche se ipotizzate: parliamo in quest’ultimo caso di stati di coscienza modificati che fanno parte della conoscenza scientifica (e non scientista) attuale, come gli stati di coscienza già classificati in passato, ma che sono stati superati da nuove più complesse classificazioni degli stati (modificati) attualmente studiati e riconosciuti scientificamente validi quanto quelli della medicina classica, e cioè ipnosi, estasi e altri ottenuti con tecniche di addestramento, quali il sogno lucido, le cosiddette proiezioni extracorporee o O.O.B.E. e altre.

Il gruppo italiano aveva raccolto indagini strumentali tali da confermare ed ampliare la conoscenza della psico- e neurofisiologia che è presente nello stato modificato di coscienza chiamato estasi "di tipo cattolico".

In seguito (1985) il sottoscritto aveva impostato una tabella differenziale psico- e neurofisiologica che metteva a confronto diversi stati di coscienza modificati o non studiati psico- e neurofisiologicamente (estasi ed ipnosi, e successivamente estasi, ipnosi, trance medianica e trance da possessione).

Nel 1998 le indagini si sono molto prolungate nel tempo perché i contatti con i vari soggetti da testare si sono rivelati più complicati del previsto: solo in tre sessioni (due a Capiago in provincia di Como e una a Medjugorje, con scarsità di soggetti), si è potuto:

a)    completare il colloquio psicologico/religioso per tutti e sei i soggetti (da parte di un operatore religioso cattolico);
b)    somministrare reattivi mentali (test) di inquadramento della personalità dei soggetti.

A questo proposito va precisato che:

a)    Yakov non si è sottoposto a indagine psicologico-religiosa da parte dei componenti del Gruppo di Studio, con cui non ha mai avuto contatti diretti, ma è stato testato per interposta persona qualificata.
b)    Ivanka si è rifiutata di sottoporsi ai reattivi mentali o test per motivi suoi, anche perché non aveva più quelle fenomenologie.
c)    Marija è stata registrata durante tre stati estatici, uno dei quali assieme a Ivan e Vicka (alcune volte con più strumenti).
d)    Ivan è stato registrato durante due stati estatici (una volta con due strumenti) assieme a Vicka, che era registrata anch’essa con il poligrafo e talvolta anche lei con due strumenti, anche se non partecipava allo stato modificato dell’estasi degli altri.
e)    Vicka è stata registrata 1) due volte mentre assisteva a stati estatici di altri due veggenti, Ivan e Marija; 2)  una volta nell’orario in cui di solito aveva la visione (che in quella circostanza non ha avuto) e successivamente mentre le si proponeva il ricordo di una visione precedente. Queste registrazioni di Vicka sono  utili nel confronto con eventuali suoi stati estatici e di visione che in quei periodi non ha avuto.
f)     Mirjana è stata registrata durante la rievocazione guidata del ricordo di una sua ultima visione (tecnica di visualizzazione).
g)    Ivan e Vicka sono stati indotti in stato modificato quale l’ ipnosi una volta. Marija è stata indotta in ipnosi due volte.
h)   Yakov, come già precisato, è stato sottoposto ad indagine psicologico/religiosa non da componenti del Gruppo ma da altro operatore psichiatrico slavo.

I test psicologici somministrati dai componenti del Gruppo di Studio (ad esclusione quindi di quelli somministrati a Yakov) ed i colloqui diretti, avvenuti talvolta con l’ausilio del traduttore, sono stati ritenuti abbastanza significativi ai fini dell'esclusione di disturbi fisici e mentali gravi o che provocano fenomenologie allucinatorie patologiche.

Si è peraltro notato che, oltre alla variabili individuali, il disagio di essere al centro di un fenomeno di risonanza mondiale e di subire continue intrusioni nella vita familiare - altrimenti definito “disturbo cronico da stress” - ha determinato una variabile sintomatologia che ha alterato i tratti della personalità di ognuno dei veggenti, che peraltro mostrano, oltre alla propria personalità, chiare reazioni difensive, disarmoniche e stereotipate.

La decisione di condurre registrazioni di stati ipnotici o di visualizzazione guidata è stata determinata dall'ipotesi già studiata che l'ipnosi non possa provocare uno stato estatico, ipotesi molto in voga nello studio di precedenti fenomenologie apparizionali Mariane di decenni fa o del secolo scorso, quando l'ipnosi faceva più spettacolo che scienza, citata anche da molti autori contemporanei (es. Arieti).

Studi recenti, non ancora totalmente esaurienti, hanno dimostrato la diversa neurofisiologia dei due stati: lo stato estatico e lo stato ipnotico sono tutti e due stati di coscienza modificati con forte componente emozionale, con caratteristiche comuni, ma anche differenti e divergenti, tanto da non potersi identificare in un unico stato.

In queste registrazioni, la rievocazione del ricordo in ipnosi di una precedente visione non ha riprodotto lo stato estatico.

In sintesi, nelle estasi registrate nel 1998 (che si riferiscono specificatamente a Marija e Ivan) era evidente lo stato di iperattivazione emozionale a vari livelli di espressività (iperattivazione del sistema neurovegetativo ortosimpatico) già riscontrato nel 1985. D’altra parte, nel 1998, i soggetti, pur risentendo di una diminuzione degli stimoli esterni, non hanno mostrato la stessa profondità ed espressività dello stato estatico rilevato nel 1985 e non si sono completamente deafferentati dall'ambiente come nel 1985; tuttavia non si trovavano neppure in uno stato di veglia ordinaria o di quotidianità. Le loro visioni giornaliere o non giornaliere hanno anche fatto registrare un diminuito impatto psiconeurologico: in parole più semplici, l'organismo si è anche abituato (fenomeno di abituazione) a questa esperienza ed entra più facilmente e con minore attivazione dei vari sistemi biologici (minor iperattivazione del sistema neurovegetativo ortosimpatico) nello stato estatico caratterizzante la loro visione.

Dott. Giorgio Gagliardi
Coordinatore Scientifico
Gruppo di Studio Italiano "Medjugorje 3" del 1998


* Questa pubblicazione iniziale risale al 24 marzo 1999, periodo intercorrente fra il completamento dello studio e la pubblicazione del libro I Veggenti di Medjugorje, Ricerca Psicofisiologica 1998, Resch Verlag, Innsbruck, 2000, che ne costituisce il resoconto dettagliato [N.d.R.]. Concorde con tali risultati è anche P. Andreas Resch, CSsR.

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